4° Incontro – “Social foto-genici. Flickr vs Instagram vs Pinterest. E poi c’è Tumblr. “

20 ottobre 2015 @SOMS Società Operaia Mutuo Soccorso Corridonia

ABSTRACT

Questa 3a lezione del Modulo A parte dalle osservazioni della 1a lezione del Modulo B riguardo la nostra “immagine social(e)” e l'(auto) rappresentazione in rete, arrivando ad analizzare la sintassi e l’indole dei più noti social fotografici.

Pinterest Raccolta a mosaico di ciò che ci piace
Flickr  Selezione curata delle nostre foto più belle
Instagram Racconto “filtrato al quadrato” della nostra quotidianità
Tumblr  Flusso di immagini e contenuti virali, blog e social insieme.

LE PAROLE CHIAVE

✓ “Viralità”;  ✓”Meme”

↪ Il meme è un elemento culturale o di informazione che, per qualche sua caratteristica, diviene chiaramente riconoscibile e riproducibile, e si diffonde in maniera velocissima, potremmo dire virale, per l’appunto, anche grazie alle possibilità date dai nuovi canali di comunicazione. In internet un meme può prendere la forma di un’immagine, un collegamento ipertestuale, uno spezzone video, un sito web o uno hashtag. Potrebbe anche essere una singola parola o una frase, contenente magari un errore commesso intenzionalmente per fini espressivi. Accademia della Crusca

ZeroCalcare per Wired

ZeroCalcare per Wired

LA CIT. DEL GIORNO

Se tu metti a punto uno strumento tecnico (nel nostro caso venti filtri simpatici e carini) grazie al quale chiunque è in grado di fare delle foto carucce, stai traslando la conversazione e le possibili relazioni. Se pratichi la fotografia tradizionale (o, per rimanere nel digitale quella che trovi su Flickr), molto del discorso gira attorno al layer tecnico/muscolare. Io ho questa macchina fotografica pazzesca, sto usando un obiettivo incredibile taldeitali. Su Instagr.am non puoi fare la gara (perdonate il termine ma secondo me è abbastanza appropriato) del “chi ce l’ha più lungo”. Su Instagr.am si usano degli altri paradigmi comunicativi. Le dimensioni della foto sono minuscole, i filtri definiscono in maniera ancora più precisa il campo d’azione, da cui a grandi linee se vuoi comunicare qualche cosa di vagamente significativo devi giocare di sensibilità personale, direzionandoti verso i tuoi mondi più personali e intimi. Se Instagr.am è un vettore di macdonaldizzazione, questo non è espresso sul terreno della tecnica fotografica (diventiamo tutti bravi fotografi), quanto piuttosto sul terreno dell’introspezione personale (diventiamo – forse, potenzialmente – tutti quanti dei poeti visivi). Stefano Mirti

LE LETTURE

L’ambigua intimità fotografica di Instagram. Dialogo tra Betram Niessen e Stefano Mirti

Pinterest e Aby Warburg: così lontani così vicini

GLI SPUNTI DI DISCUSSIONE

Durante la lezione, partendo dalle letture e dalle osservazioni del docente, si è finiti a parlare di:

Come si “allena” la composizione fotografica attraverso Instragram (parallelismo tra il limite dei 140 caratteri di Twitter che esercita le capacità di sintesi e il limite del formato quadrato di Instragram che trasforma le nostre foto).

✓  La corsa del digitale verso l’estetica analogica (filtri Lomo, formato Polaroid)

La scoperta visuale e ricontestualizzazione delle immagini su Pinterest

L’influenza delle grafiche impattanti dei social fotografici sulle scelte di web design nella creazione di siti web

Come Google indicizza le immagini

I diritti sulle proprie immagini postate sui social… Una lunga storia.

I COMPITI A CASA

a) Per chi non è iscritto a social fotografici: iscriviti a Pinterest, Tumblr o Instagram e inizia a caricare foto seguendo la “sintassi” del social scelto.

b) Per chi è iscritto a 1 o più social fotografici: fai una piccola analisi comparata dei tuoi “comportamenti” su queste piattaforme e sulla modalità di condivisione delle fotografie.